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L’attenzione può essere attiva (posso portarla in un punto) o, se così si può dire, passiva. È sempre da qualche parte, in un luogo, in un suono, in un ricordo, in un pensiero. Viaggia nel tempo e nello spazio ed è fondamentalmente attirata dal bisogno. Se restringiamo il campo di azione al nostro corpo lei andrà dove il corpo chiama, chiede e vuole dirci qualcosa. L’attenzione è un occhio di bue manovrato dalla percezione.

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